Cos'è la bioetica - Chiesa Evangelica Di Volla

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Cos’è la bioetica


L'arte è lunga la vita è breve
la decisione necessaria l'errore probabile
Ippocrate


Il termine bioetica è nuovo rispetto al lessico filosofico. E' un termine che anche se all'inizio non piace, non ha precluso la straordinaria fortuna dello stesso, diventato oggi una disciplina a se anche accademica.Il termine bioetica, introdotto per la prima volta da un oncologo, Potter, nel 1970, definisce una disciplina, oggi anche accademica, che tende a soddisfare il bisogno di una riflessione etica per tutto ciò che riguarda la vita. Le scienze della vita assumono negli anni della rivoluzione medica e biologica un ruolo importante poiché le nuove tecnologie rimodellano il corpo e questo porta al centro della riflessione, in modo talvolta drammatico, la vicenda appunto del corpo ma non solo del corpo umano. Infatti da questo tipo di problemi cresce la sensibilità per tutto il vivente non umano e per l'intera biosfera, quindi un'etica anche per il pianeta. Possiamo considerare la bioetica di fronte e noi come campo di problemi e se vogliamo anche di battaglie come confronto fra discipline diverse e quindi fra posizioni filosofiche, scientifiche, fedi e ideologie, in un mondo, come dice Tristan Enghelardt, dove sono scomparsi i valori condivisi, dove viviamo nel pluralismo, dove ci sono stranieri morali, lontananze profonde. E’ dunque qui che la bioetica impone la riflessione comune non solo a discipline diverse ma anche a punti di vista lontani. In considerazione delle dimensioni dei problemi posti sul tappeto e dei rischi che fanno da contrappeso ai vantaggi che si profilano per tutto il genere umano, negli ultimi anni la bioetica è diventata oggetto di attenzione da parte dei Governi e dei Parlamenti di molti paesi, nonché di Istituzioni sovranazionali come il Consiglio d'Europa, la Commissione delle Comunità Europee e il Parlamento Europeo. Oggi siamo giunti nel momento in cui, oltre a riflettere e a interrogarsi, occorre decidere quali pratiche, "tecnicamente" possibili, posseggano i requisiti per essere considerate "eticamente" lecite e ammissibili sul terreno dell'intervento legislativo. Ma chi deve decidere? Deleghe in bianco alle autorità accademiche e professionali e ancor meno al potere finanziario che sta dietro alla ricerca è chiaro che su certe questioni non si possono rilasciare. Ovviamente dato che è in gioco la mercificazione del patrimonio genetico e la nostra responsabilità verso le generazioni future, potremmo discutere anche sull’opportunità di dare tale delega al potere politico e ai Parlamenti. Secondo l’etica laica le questioni bioetíche andrebbero affrontate appellandosi caso per caso alla plausibilità delle soluzioni, alla necessità di trovare un consenso per intersezione, che tenga conto di tutte le sensibilità ma che non ne mortifichi nessuna. Ma chi è il bio-eticista? Sicuramente il medico, che non venda la cura come un commerciante né amministri la malattia come un burocrate, ma, pur nel necessario distacco professionale, interpreti e condivida le angosce e le speranze dei malati, riflettendo sul senso umano del proprio lavoro. Essendo una risposta alle evoluzioni e rivoluzioni nel sapere e nelle tecnologie biologiche e alle loro ripercussioni sociali, la bioetica, però, anche presuppone una vasta preparazione scientifica. Sotto questo aspetto è importante che il bio-eticista preveda le possibilità e le conseguenze di una manovra o di un'altra sugli uomini e le loro generazioni. Ne discende che i bio-eticisti ideali appaiono gli scienziati, prima fra tutti il biologo, se capace di domandarsi perché e dove possa andare la biologia. Inoltre è importante per la bioetica la capacità, di organizzare in forma coerente e sistematica la disciplina di molteplici e svariati casi pratici intorno a principi, capacità propria del giurista. Infine, risalendo dalle questioni bioetiche alle questioni etiche generali, è indispensabile, la capacità di individuare principi atti a guidare la condotta nella diversità delle circostanze e principi giuridici idonei ad indirizzare la disciplina della materia. Sotto questo aspetto, il filosofo o quel filosofo con privilegiato punto d'appoggio in Dio, che è il teologo, può essere il protagonista principale. Da quanto detto discende che nessuno per quanto ricco di esperienza e di studi possa considerarsi bio-eticista completo e finito. La bioetica può maturare e avanzare solo attraverso un dialogo tra filosofi e teologi, biologi e scienziati sociali, giuristi e medici e ogni altro soggetto che abbia un'esperienza o un valore da conferire. Ne consegue che lo spirito della bioetica, nella ricerca dei principi e nei passaggi dai principi alle applicazioni, debba essere dialogico, con la recezione delle contrastanti o differenti posizioni, la ponderazione dei disparati argomenti, la sensibilità alle esigenze più lontane. Ciò no significa che la bioetica va lasciata, quale terreno di conquista, ai crociati e agli intransigenti che, per esempio, condannano l'intera tradizione cristiana quale abisso d'oscurità, oppure, al contrario, vedono l'epoca moderna quale avvento e regno del demonio.tendenza della bioetica contemporanea è quella di risolvere i suoi problemi mediante un appello alla natura. Vi sarebbero cioè comportamenti "naturali", di valore positivo, e comportamenti "innaturali", o, estremizzando, "contro natura", di valore negativo. Ma cosa si può ancora intendere per natura? Un primo significato di questa parola potrebbe essere ciò che si presenta intatto da manipolazione, immediatamente pertinente alla vita organica, al corpo e alle sue interazioni con l'ambiente fisico, istintivo, spontaneo, in contrapposizione a quanto è frutto d'arte, acquistando senso nella storia umana. Nell'epoca in cui il progresso delle biotecnologie e della scienza offre possibilità mai prima pensate alla manipolazione dell'uomo e del mondo dell'uomo, il richiamo alla natura, dunque, evoca l'uomo non manipolato e la sua vitalità organica. Noi esseri umani apparteniamo ad una cultura sovrapposta alla natura, dal momento della nascita (che avviene in modi culturalmente condizionati, ad esempio in ospedale o in clinica) al momento della morte (che giunge anch'essa in modi culturalmente condizionati, per esempio con l'assistenza medica e con la presenza del sacerdote o del pastore). Anche al medicina è l’applicazione di arti a matrice scientifica (comunque sempre culturali) al corpo malato. Gli stessi modi in cui provvediamo a certi bisogni di base, come la nutrizione e la liberazione del corpo, sono fatti culturali. Se poi vogliamo guardare all'attività sessuale, la maniera più "naturale" di amare nelle sue mille sfumature, è il risultato di una lunga evoluzione culturale: si all'amore naturale, ma praticato (secondo l'unica tecnica contraccettiva accettata dalla Chiesa cattolica ) solo nelle fasi infeconde della donna. Non esiste cosa più culturale e innaturale di un simile controllo degli impulsi, poggiante su un'avanzata informazione scientifica. Le scelte della bioetica, al contrario, non sono mai scelte fra natura e cultura bensì scelte fra diversi impieghi di arti generate dalla storia della cultura, nella inscindibile unità umana di natura e cultura. Un secondo significato di natura è l'insieme dei fenomeni connessi da relazioni di causa ed effetto. Ovvero quali effetti sono prevedibili a seguito di una nostra azione operante come causa. La natura, in questo senso, è materia per la bioetica che identifica i propri problemi in rapporto allo stato della conoscenza, alle spiegazioni e alle previsioni e in rapporto alle tecnologie da esse consentite, ma non fornisce nessun principio all'etica normativa. Una definizione della natura che apre la strada alle questioni di etica e bioetica direttiva, è data da Tommaso d'Aquino: la natura di un ente è l'insieme dei caratteri propri dell'ente nella loro destinazione al fine. Quindi il deviare dal fine intrinseco di un ente è deviare dalla natura. Per molti versi la filosofia cattolica è ancora oggi portatrice della concezione finalistica. Nell’"Istruzione sul rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione"si dice che l'uomo ha come unico fine il Creatore. La legge morale, pertanto, va vista in rapporto a questo fine. Ogni questione bioetica va imposta in obbedienza alla chiamata e in vista del fine.La filosofia laica, invece, intravede la bioetica come coscienza critica della civiltà tecnologica, intendendo la coscienza critica come il livello di chiarificazione e di valutazione morale dello specifico contenuto pratico e teorico introdotto dalle tecnoscienze. Da questo punto di vista si configura la bioetica come attività filosofica, da chiunque di fatto venga svolta, poiché le domande che investono le tecnoscienze sono di natura filosofica e riguardano il significato della costruzione dell'identità umana all'înterno dell'azione tecnologica. Ciò significa che la bioetica interessa tutto l'uomo e tutti gli uomini. L'interdisciplinarietà della bioetica non deriva soltanto dal fatto che ciò di cui si sta discutendo è, a sua volta, un complesso insieme teorico pratico, poiché le tecnoscienze si costituiscono a grappolo, facendo interagire discipline diverse ( dalla chimica all'ottica, dalla fisica all'elettronica e cosi via) ma, più radicalmente, per il motivo che la verità si acquisisce dialetticamente, solo nel confronto tra tesi opposte. A conclusione di queste brevi riflessioni, ci sembra utile richiamare qui il concetto di responsabilità il cui principale assertore è Hans Jonas: "Il Prometeo irresistibilmente scatenato, al quale la scienza conferisce forze senza precedenti e l'economia imprime un impulso incessante, esige un'etica che mediante auto-restrizioni impedisca alla sua potenza di diventare una sventura per l'uomo." Di fronte ai mutamenti planetari che hanno effetti nel tempo e quindi anche sulle generazioni future c’è bisogno di un’etica della responsabilità contrapposta al trionfalismo tecnologico del progresso e dell'incremento illimitato di ogni variabile ovvero un’etica che di volta in volta si palesa come di salvaguardia, di conservazione e di prevenzione.


Giovanni Napolitano

 
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