Ermeneutica - Chiesa Evangelica Di Volla

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Studi biblici > Riflessioni bibliche di Mario Affuso > Voci tematiche

Ermeneutica

L’ermeneutica, fino a qualche tempo fa considerata sinonimo di esegèsi, aiuta a scoprire e ad afferrare ciò che un testo biblico può e intende dire a noi oggi. (Cfr Vt n 06). Il nostro termine deriva dal greco åñìçíåýåéí (ermené-uein) e lo incontriamo in 1 Cor 12:10; 14:26; Gv 1:39, 43, 9:7; Eb 7:2; 1 Cor 14:28. Signi-fica soprattutto interpretare; pertanto ermeneutica è disciplina che guida nella interpretazione di testi antichi e non, filosofici, giuridici e biblici. Nel campo degli studi biblici un esempio e-clatante di ermeneutica lo si ha nel rapporto tra il Primo Testamento e il Nuovo Testamento, rapporto che Agostino spiega dicendo che il Primo Testamento si dispiega nel Nuovo e il Nuovo Testamento si (mal)cela nel Primo. Tra il Primo ed il Nuovo Testamento esiste un rapporto di reciproca integrazione che li rende inseparabili e del tutto incomprensibili l’uno senza l’altro. L’autore della 2 Pt scrive (1:19) “Abbiamo inoltre la parola Il rotolo di Isaia, scoperto nella grotta 1 di Qumran , è databile al 100 a.C.  profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro”. Gesù stesso usa la Scrittura (il Primo Testamento) e lo fa in un modo del tutto originale pur seguendo, egli 'ebreo', alcuni metodi formalmente usati nel suo tempo. La originalità di Gesù era dovuta alla nuova rivelazione che a Lui era propria. Un esempio classico rimane l'esposizione dell'intero messaggio biblico che offre ai due di Emmaus (Lc 24:27,45): è qui che Gesù si propone come "chiave ermeneutica” di tutta la Scrittura. L’ermeneutica biblica ha una storia molto interessante nella sua complessità; ad essa possiamo solo rimandare e qui farne qualche cenno. Abbiamo una prima ermeneutica ed è quella dell’età patristica. Nasce nel II secolo in un clima polemico antigiudaico, antipagano e antignostico (Giustino, Ireneo, Clemente, Origene, la scuola antiochena, i ‘padri cappadoci’, i padri latini con Girolamo, Agostino). Ricordo e menziono la fortunata teoria dei “quattro sensi delle Scritture”: letterale o storico, allegorico o tipologico, topologico o morale, anagogico o mistico. Seguono gli anni dell’ermeneutica medievale o scolastica con Tommaso d’Aquino e Ugo di S. Vittore. Si perviene così all’ermeneutica protestante che si distingue da quella patristica e scolastica nel fatto che non si sente vincolata ad una regula fidei, cioè agli insegnamenti di una chiesa, ma si pone alla ricerca della 'Parola', quella che riforma la chiesa, le sue confessioni di fede e le sue strutture. Non una Parola subordinata alla Chiesa, ma una Chiesa sotto il giudizio della Parola! La Scrittura è “per se certissima, facillima, apertissima, sui ipsius interpres”. L’accesso alla verità della Scrittura è garantito non dall’intervento esterno del magistero bensì dalla testimonianza dello Spirito. La Bibbia può essere letta con semplicità, ma mai acriticamente perché non la si deve solo accogliere con fiducia, ma capirla con intelligenza. Il ministro etiope di At 8:26-40, dinanzi ad una pagina del profeta Isaia si chiedeva e chiedeva: “Come posso capire se non v’è qualcuno che mi guida?”.È problema di oggi e sono in tanti a porselo ed a porre.  Codice Vaticano ( il famoso Codice B), che risale al IV secolo d.C
Nella seconda metà del XVIII sec. il razionalismo apre ad una ermeneutica come problema filosofico-teologico e suo primo interprete è il filosofo ebreo Baruch Spinoza. Si gettano le basi della moderna scienza biblica. Lungo sarebbe l’elenco di quei teologi padri delle cosiddette “teologie ermeneutiche” odierne.  Ai lettori di queste schede si suggerisce l’uso di una buona Bibbia annotata; se ne segnalano tre: la Bibbia di Gerusalemme (soprattutto per le note), la Bibbia “Emmaus” (per il testo e per le note) e la Bibbia TILC, Traduzione In Lingua Corrente. Quest'ultima propone una versione interconfessionale utile dal punto di vista ermeneutico, mentre per un lavoro esegetico è consigliabile una traduzione formale. Numerosi sono gli approcci al testo biblico: v’è quello sociologico, quello antropologicoculturale, quello psicologico e psicoanalitico; v’è l’approccio proprio della‘teologia della liberazione’, quello ‘femminista’ (radicale, neo-ortodosso e critico); non manca quello fondamentalista che attira maggiormente, ma in modo subliminale conduce alla morte del pensiero; e l’uomo è soprattutto … pensiero.

 
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