Franco Grassi - Chiesa Evangelica Di Volla

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Contributi


Riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia che ci è pervenuta a firma di Franco Grassi, che è membro del collegio di revisore dei conti dell’Associazione 31 ottobre. Un’associazione evangelica per una scuola laica e pluralista.

Ecumene

Laicità e democrazia

Si è tenuto a fine dicembre a Ecumene presso Velletri , organizzato dall’OPCEMI, il campo politico invernale che quest’anno ha proposto il tema della laicità, campo notevolmente positivo per la partecipazione di un gran numero di giovani e giovanissimi .
La definizione classica del termine “laicità” stabilisce la separazione fra i compiti e i doveri dello Stato e quello delle chiese, in questo modo garantendo diritti uguali a tutti i cittadini, non interferendo in materia di fedi, di etica o di ideologia. Per portare avanti in maniera rigida questa concezione nel campo del pubblico o della politica, non si colgono però le differenze fra le culture e le religioni, lasciando ampi spazi alle incomprensioni e rendendo impossibile, o molto difficile, lo scambio interculturale fra cittadini teoricamente uguali di fronte alle leggi dello Stato.
Nel sottolineare quel che è rimasto di positivo nella concezione classica e liberale della laicità , la relatrice, prof. Elena Bein, ha fatto notare che oggi quella concezione è insufficiente per mettere in evidenza le diverse stratificazioni delle società moderne in quanto all’interno dell’Occidente avanzato si è andato a consolidare, specie per le minoranze di recente immigrazione, la tendenza a rinchiudersi in tante “piccole patrie”. Tale chiusura difensiva/oppositiva servirebbe a salvaguardare i propri valori tradizionali offesi da una modernità e da un modo di atteggiarsi del mondo occidentale che non condividevano. Si potrebbe dire che ora si ripete in maniera macroscopica quello che nel medio evo accadeva ai valdesi. La reazione delle “piccole patrie” sta creando gravi problemi ai governi, come le rivolte delle “banlieu” a Parigi, o i quartieri ghetto pakistani di Londra tragicamente dimostrano!
Questo nuovo modo di essere rende obbiettivamente le società avanzate meno coese, specie da quando si è manifestata la rinascita del “religioso” in società ormai diventate “postsecolari”, senso del religioso che non trova ufficialmente ascolto nel campo della politica statuale e della democrazia rappresentativa (questo è un discorso che vale parzialmente per l’Italia, in cui le indicazioni clericali sono seguite e spesso invocate dalla nostra politica).
Il problema di fondo rimane, come diceva la Bein, di come vivere insieme fra diversi, salvaguardando sia le libertà individuali che quelle religiose e culturali.
Non più esclusione dal dibattito pubblico ma “strategia del confronto pubblico delle differenze”.
Per quel che riguarda la nostra Associazione abbiamo sottolineato con forza che noi “laici” siamo sotto tiro da parte di una cultura invasiva poco tollerante , al limite fondamentalista, che va prendendo piede in Italia con una contrapposizione fra laici (detti con disprezzo “laicisti”) e cattolici .
Tale cultura presente nel nostro paese si va imponendo sempre di più non solo nella scuola, ma nel campo della bioetica e dei rapporti interpersonali, in cui autorità esterne allo Stato democratico, e poco ostacolate, tentano giorno per giorno di imporre la propria visione etica a tutta la società civile.
L’attacco che giornalmente le istituzioni subiscono delinea una critica che si allarga alla libertà di pensiero, a quella di ricerca, di culto, in sostanza un attacco alla democrazia vista come disordine: nella pratica un attacco al pluralismo.

Franco Grassi

 
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