Le cellule staminali 1° parte - Chiesa Evangelica Di Volla

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Le cellule staminali


Prima parte

Nell’ultimo decennio la ricerca biomedica è entrata in una fase di notevole accelerazione, sfruttando tutte le acquisizioni della biologia molecolare e della biologia dello sviluppo. Ma anche le disponibilità tecnologiche dell’informatica e della robotica, come del laser. L’alleanza di questi mezzi sta senza dubbio dischiudendo prospettive una volta insperate nel campo terapeutico. Ci occuperemo di un argomento che negli ultimi tempi è stato al centro dell’interesse degli organi di informazione. Le cellule staminali, infatti, da qualche anno sono entrate nel linguaggio comune uscendo dalla ristretta cerchia dei testi di biologia e medicina. A questo proposito c’è da dire che se per la maggior parte delle persone queste cellule possono sembrare qualche cosa di nuovo, non lo sono, appunto, per gli addetti ai lavori. Ogni studente di biologia o medicina sa cosa sono e a cosa sono deputate. Senza dubbio ci troviamo in quello che è considerato il campo più fertile della ricerca biomedica. Altre discipline come la genetica, la biologia molecolare e l’embriologia hanno messo a disposizione una mole ingente di informazioni sulle modalità che incanalano una cellula indifferenziata su una via differenziativa piuttosto che un’altra. E’ evidente come la possibilità di poter gestire e quindi guidare a piacimento lo sviluppo di cellule totipotenti costituisca una risorsa inestimabile per la ricostituzione terapeutica dei tessuti danneggiati. Il motivo per cui ce ne occuperemo è lo stesso di quello per cui sono diventate cosi famose sui mezzi di stampa: un problema etico o meglio bioetico, oltre che di potenzialità terapeutiche. In effetti da quando la tecnica ha permesso di isolare, soprattutto a livello embrionale, e successivamente impiantare in un individuo adulto tali cellule per fini terapeutici, è stato posto un problema etico circa la loro derivazione. Quello che crea maggiori difficoltà e conflitti, con relative prese di posizione a favore o contro, è la loro derivazione embrionale. Il nostro intento non è tanto quello di esprimere una valutazione o una posizione etica ma di fornire degli elementi generali di conoscenza e valutazione, a partire dalla definizione di cellula, cosi che chi vuole possa avere qualche nozione in più per farsi un’opinione autonoma.


La cellula

Dato che parliamo di cellule ci sembra utile accennare qui per sommi capi le principali caratteristiche di una cellula, in modo da avere un quadro, seppure approssimativo e semplificato, della sua struttura. Tutti gli esseri viventi sono costituiti da unità strutturali dette cellule. Le più semplici forme di vita sono costituite da una sola cellula (organismi unicellulari) mentre quelle più complesse sono formate da un numero variabile di cellule: l’uomo ad esempio è costituito da circa dieci milioni di milioni di cellule.

 

Le cellule umane ( più in generale quelle non vegetali e non batteriche)sono racchiuse da una membrana cellulare, all'interno si distingue il materiale cellulare indifferenziato (citoplasma) e un nucleo delimitato da una membrana (membrana nucleare). All'intermo del citoplasma troviamo vari organelli anch'essi delimitati da membrana, tra i più importanti ricordiamo: i mitocondri, il reticolo endoplasmatico, l’apparato del Golgi. Ciascuno di essi svolge precise funzioni vitali all'interno della cellula. Tutte le cellule sono costituite da quattro principali tipi di molecole biologiche molto grandi: le proteine, i lipidi (grassi), i polisaccaridi (zuccheri), gli acidi nucleici (DNA e RNA).

Nel DNA sono presenti delle molecole chiamate basi azotate e sono: adenina, citosina, guanina, timina. Nell’RNA l’uracile sostituisce la timina. Negli acidi nucleici è racchiusa l’informazione genetica necessaria alla vita della cellula e dell’organismo cui essa appartiene. Le molecole di DNA sono strutturate in unità più complesse dette cromosomi. Il numero di cromosomi caratterizza la specie ed è indicato convenzionalmente con n. Ogni cellula che contiene una coppia di ciascun cromosoma è detta diploide e si indica con 2n. Le cellule del genere umano come quelle dei mammiferi e di altri organismi superiori sono diploidi. Nell’uomo il numero di cromosomi delle cellule della pelle (somatiche ) è 46.


Le cellule sessuali ( spermatozoi e ovuli ) hanno 23 cromosomi n = 23. Nella fecondazione, fondendosi i due nuclei cellulari, si ripristina la diploidia: 46 cromosomi. La riduzione da 46 a 23 in queste cellule avviene per opera di una divisione cellulare detta meiosi ( dal greco meiosis = riduzione) o anche divisione riduzionale. Tutte le altre cellule si dividono per mitosi.

 
 
 
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