Liturgia - Chiesa Evangelica Di Volla

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Liturgia

Liturgia è termine che ci viene dalla lingua greca: ëçúôüò/leitòs (aggettivo di ëåþò/leòs, ionico ëáüò/laòs, (= ‘popolo’) e Ýñãïí/érgon (= opera). Nella Grecia democratica segnalava ogni opera, ogni manifestazione di carattere pubblico e per il bene pubblico. Soltanto dal II secolo il termine ha assunto un carattere religioso così come noi oggi lo conosciamo e segnala il ‘culto’ o ‘servizio’ cristiano. I LXX, traduttori dell’Antico/Primo Testamento dall’ebraico in greco, usano la parola ëåéôïõñãßá/leiturghìa (=liturgia) e derivati per indicare il servizio dei sacerdoti nel Tempio. “Chi riceveva il servizio era Dio e non il popolo, anche se il servizio è fatto in vista del suo bene, che dipende dalla disposizione clemente di Dio. Ma il popolo beneficia del servizio solo nella misura in cui può offrire il suo sacrificio unicamente per la mediazione sacerdotale (cfr 2 Cron 35:3; Ez. 44:11). Però anche il culto sacerdotale era un servizio ufficiale, solenne e ordinato da leggi” (GLNT, VI, 608). Gli autori del Nuovo Testamento usano regolarmente il termine liturgia che a noi sfugge a motivo delle traduzioni che lo nascondono nelle varie nostre espressioni. Lo troviamo come verbo leitourghèin in At 13:2; Rom 15:27; Eb 10:11; come sostantivo, leitourghìa, in Lc 1:23; 2 Cor 9:12; Fil 2:17; 2:30; Eb 8:6; 8:21; come aggettivo, leitourghikòs, in Eb 1:14; infine, leitourgòs, in Rom 13:6; 15:16; Fil 2:25; Eb 1:7; 8:2). L’uso greco-cristiano del nostro termine lentamente si è adattato al senso del culto cristiano fino a segnalarlo come "servizio divino". L’occidente latino non accolse subito il gruppo di parole derivanti da liturgia; solo dal XVI secolo si trova l'uso regolare dell'espres-sione liturgia. Liturgia ha a che fare con il culto pubblico, da non dimenticare che, in linea di (quasi) continuità con la tradizione veterotestamentaria, viene a scandire le giornate dei credenti ed i calendari religiosi delle varie confessioni. Quello della liturgia è settore specifico della teologia. Ha una sua storia più che plurisecolare ed una sconfinata letteratura. In concreto la liturgia si articola in prassi simboliche ricchissime di significati volti a proporre il messaggio cristiano per il sempre miglior radicamento della fede. E' duplice la forma del suo linguaggio: v'è quello verbale o "detto" e quello non-verbale che si serve di segni visibili per significare realtà invisibili. “L’organizzazione coerente dei linguaggi verbali e non-verbali, all’interno di un determinato sistema culturale, (per noi connotato cristianamente), instaura un campo simbolico che permette di situarsi nei confronti di ciò che si celebra o si prega, l’oggetto, nei confronti degli altri che costituiscono il soggetto (l’assemblea) mediando relazioni, riconoscimenti di valori, esperienze"  (Dizionario di Teologia della Pace).  Nella realtà cristiana si devono distingure i tre tradizionali àmbiti liturgici: quello romano, quello ortodosso e quello protestante. In ambito cattolico-romano acquista particolare e decisiva importanza il Messale romano. A partire da questo si aprono numerosi àmbiti di indagine, ancora inesplorati, che ricoprono l’intero campo dell’azione rituale con i suoi linguaggi verbali e non-verbali, capaci di integrarsi reciprocamente. In ambito ortodosso “La liturgia è un mistero che si svolge sulla Scena sacra del Tempio e trascina nella sua azione l’assemblea dei fedeli. E' un dramma dialogato e diretto dal prete, assistito dal diacono, messaggero e araldo, e dal ÷ïñüò, il coro dei fedeli. In questa liturgia, «pubblico servizio», il popolo presenta la sua offerta a Dio e Dio lo gratifica con la sua grazia e con la sua presenza” (Evdokimov, L’Ortodossia, p. 351).  In ambito protestante, con il culto la chiesa manifesta la presenza, la parola e l’azione del Signore e rende visibile la sua incarnazione. Il culto, è detto anche «servizio divino» in quanto è Dio che convoca e che raccoglie intorno alla Sua parola ed alla mensa della Cena. Il culto è liturgia in quanto presenta una serie di momenti che preparano a ricevere l’annunzio dell’Evangelo e fanno rivivere alla comunità il dono della salvezza in Cristo Gesù, in comunione con il Padre e con lo Spirito.

 
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