N°1 Esodo 34:4b-9 - Chiesa Evangelica Di Volla

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N° 1
Esodo 34 : 4b-9

Il brano tratto dal libro dell’Esodo merita una attenta lettura. Sarà utile leggere l’intero capitolo (vv. 1-28) per rendersi conto della bontà del Signore che rinnova il patto con il suo popolo, patto che era stato stipulato sul monte Sinai (Es 19:3-25) e che il popolo aveva violato (Es 32:1-10) suscitando l’ira di Mosè che , alla vista del vitello d’oro, spezzò le tavole sulle quali erano scritte le dieci parole di Dio. E' da stupirsi quando si parla del Dio dell’Antico Testamento come di un Dio duro, violento e sanguinario. I testi della Bibbia vanno letti correttamente e nel loro giusto contesto letterario e storico. Si deve prendere atto del fallimento della prima alleanza, il che non ruppe i rapporti tra Dio e il popolo, ben ricordando che la detta ‘alleanza’ non era stipulata tra ‘pari’, bensì tra Dio, il totalmente superiore, e il popolo composto da uomini, da creature che con sproporzionata arroganza si ponevano in conflitto con Colui che li aveva liberati. Tuttavia, va ricordato che “se siamo infedeli, Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso” (2 Tim 2:13). Se oggi noi siamo ancora nel clima della accogliente grazia salvifica di Dio ciò è dovuto solo alla fedeltà di Dio e non certo alla nostra. Mosè si rimette all’opera, ma va ricordata la grande preghiera di intercessione la cui intensità i tempi non potranno mai appannare. Egli chiede perdono a Dio per il suo popolo e, ben sapendo la enormità del peccato commesso e la ‘difficoltà’ del perdono così prega: “Ahimè, questo popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d’oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, ti prego, cancellami dal tuo libro che hai scritto!" (Es 32: 31-32). Similmente l'apostolo Paolo: "Ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore; perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli… cioè gli Israeliti” (Rom 9:2-3). Nel rinnovare l’allean-za si stabilisce per il popolo un nuovo inizio rappresentato da una nuova apparizione di Dio che consta di una teofania e di una rivelazione di identità, quasi a dimostrare che "dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata" (Rom 5:20). La teofania, cioè l'apparizione in senso stretto, è nelle parole: "Il Signore discese nella nuvola, si fermò con lui (Es 34:5); segue poi la rivelazione della sua identità: "Il Signore! Il Signore! Il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato, ma non terrà il colpevole per innocente." (v. 6-7a). Osservate, per favore, che mentre in Es 19:16-19 – prima alleanza! – Dio si mostra come tremendo sì da incutere paura, in Es 34:6-7 – seconda alleanza!- si presenta misericordioso e pietoso, lento all’ira e misericordioso.
* I versetti 6-7 godono di una struttura particolare che merita attenzione:
“Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso,
a lento all’ira
b ricco in bontà e fedeltà
b’ conserva la sua bontà …
a’ perdona l’iniquità e la trasgressione.
* E', però, anche detto che il peccato non rimane impunito, ma non per quantità di espressioni ma per la loro intensità prevale l'idea della misericordia, della tenerezza e della benevolenza del Signore. Vorrei che notaste come viene ripetuto il termine che segnala bontà e favore benevolo. Dio ama il suo popolo, in fondo ama tutti i peccatori, “vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1 Tim 2:4), posso quasi dire che ci ama proprio perché peccatori, bisognosi della sua grazia. “Dio mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rom 5:8). Eccoci, allora dinanzi al Dio della nostra fede, a quel Dio verso il quale mai sarà sufficiente la nostra gratitudine e la nostra lode, cioè il riconoscimento di ciò che Egli è: il fedele per antonomasia!

Mario Affuso

 
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