N°27 Luca 1:26-38 - Chiesa Evangelica Di Volla

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N° 27
Luca 1:26-38

Il brano lucano evidenzia come nel quadro dei rapporti tra l’uomo e Dio è sempre Questi che prende l’iniziativa. Poiché per l’uomo è impossibile entrare in comunione con Dio, è, allora, Dio stesso che opera ed agisce in modo assolutamente libero e gratuito. È Dio, infatti, che assume l’iniziativa rivelandosi a Maria, anche se a mezzo della figura dell’angelo (= messaggero, v. 26). Il saluto, kaire (= ral-legrati, v. 28), è tipico saluto messianico che invita alla gioia e soprattutto a non temere perché “il Signore è con te”. Maria non può non rimanere ‘turbata’. Quello del ‘turbamento’ e della ‘paura’ è atteggiamento tipico dell’uomo quando è interpellato da Dio.
Il messaggero, con molta delicatezza, si propone a Maria con tre interventi. Il primo è ‘preparatorio’ (v. 28): “Ti saluto, o favorita dalla grazia”. Il secondo, vv. 30-33, costituisce il corpo del messaggio. Il terzo, vv. 35-37, completa il messaggio chiarendo ed approfondendo. L’angelo conclude con l’affermazione: “Nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” (v. 37). Al saluto dell’inatteso ospite Maria “si domandava che cosa volesse dire” (v. 29). È con il secondo intervento (vv. 30-33) che l’angelo risponde ai taciti interrogativi di Maria. Costituisce un testo fortemente cristologico, in qualche misura parallelo a quello rivolto a Zaccaria (v.13 e v. 15) e allusivo alle parole profetiche di Isaia 7:14. Il bimbo promesso viene presentato fondamentalmente come il Messia atteso della progenie di Davide. “Questi sarà grande” (“Il dominio riposerà sulle sue spalle”, Is. 9:5c); “sarà chiamato Figlio dell’Altissimo”, “il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre”, “regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno”, “il suo regno non avrà mai fine”. Gli alti toni di questo messaggio messianico non distraggono Maria da preoccupazioni contingenti e legate alla sua persona: “Come av-verrà questo…?” (v. 34). Con il suo terzo intervento l’angelo risponde: “Lo Spirito santo verrà su di te…” (v. 35). E’ lo Spirito santo che crea l’uomo nuovo Gesù, il Cristo della fede. Inizia così una nuova umanità, quella propria di Dio e quella di quanti sono posseduti dal suo Spirito santo. È lo Spirito che ci assicura che siamo figli, proprio come attesta che Cristo è il Signore. È Lui che altresì ci assicura che la morte è vinta, come anche che il prossimo che a noi si affianca nel cammino della vita è mio/nostro fratello. Proprio come nella persona e nella esperienza di Maria, lo Spirito produce vita nuova reintegrandoci con Dio, con noi stessi e con la storia. In Maria lo Spirito è stato la potenza di Dio per la nascita di Gesù, dinanzi alla quale Maria non si è rassegnata passivamente, ma, pur nell’ancora non piena consapevolezza del tutto, ha detto ‘sì’, un sì di abbandono e di affidamento all’agire di Dio: “Ecco. io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la sua parola” (v. 38). Maria in una certa misura è stata ‘catechizzata’ dall’angelo per il servizio al quale veniva chiamata. Ella ha accettato la Parola, ha creduto alla Parola, perciò ha potuto essere la madre di quel figlio tanto particolare che, per lei e per Giuseppe suo marito, rimarrà sempre fonte di interrogativi ed a volte di serie preoccupazioni. Allo Spirito santo si associa la potenza creativa e creatrice di Dio. “Lo Spirito santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua” (v. 35). Il testo sembra riandare e rimandare alla potenza creatrice di Dio che anche questa volta ha espresso la sua potenza nel creare un bambino nel seno di Maria. “Come una nube, la potenza di Dio dominerà su di lei e diventerà operante in lei: così la shékina, secondo Es. 40:35, si trattenne in una nube sulla tenda della rivelazione e quindi la riempì. Va fatto riferimento anche alla nube sul monte della trasfigurazione (Lc 9:34). Come la dynamis di Dio qui ‘adombra’ Maria, così là la nube ‘adombra’ i discepoli”. Maria è immagine di chi interroga ed obbedisce, domanda e aderisce, cerca di capire ed esegue. Dopo una prima esitazione ella si apre a Dio, si affida a Lui. Propone così un modo nuovo di vivere l’esistenza umana. Aderisce a quanto la trascende. Ha capito che Dio non abbandona l’umanità; ha bisogno della sua disponibilità per entrare nella storia, perciò non Gli si nega, anzi si pone al Suo servizio.


Mario Affuso

 
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