N°29 Luca 4:1-13 - Chiesa Evangelica Di Volla

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N° 29
Luca 4:1-13

Gli evangeli sono scritti apologetici, teologici. Quello di Luca rientra in questa definizione. L’autore, Luca, non è uno dei dodici; egli è un ellenista convertito. E’ medico e per la sua preparazione intende dare ordine a tutto il ma-teriale raccolto. Tratta la materia con molta delicatezza e si muove alquanto alla scuola di Paolo. Il ‘prologo’ (1:1-4) al suo evangelo rivela la necessità di fare chiarezza su quanto si dice e si scrive di Gesù. La pericope scelta si colloca nella prima parte dell’evangelo, precede la descrizione della manifestazione di Gesù in Galilea e segue il suo battesimo che costituisce altresì la sua intronizzazione messianica. Dopo la genealogia leggiamo che “Gesù, pieno di Spirito santo, ritornò dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito nel deserto per quaranta giorni, dove era tentato dal diavolo” (v. 1). Il racconto si articola in tre fasi, ognuna delle quali poggia su una chiara citazione del Primo Testamento. La prima tentazione ci fa assistere a come il diavolo tenta di cogliere Gesù in un momento di debolezza perché, avendo digiunato, aveva fame. “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”(v. 3). Gesù risponde citando la Bibbia:
“l’uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore”(Deut 8:3). Non è una citazione a caso, perché ricorda il momento storico e la ragione per la quale quelle parole si trovano nel Deuteronomio ove vengono ricordati i quaranta anni di cammino del popolo nel deserto e la prova a cui Dio lo sottomette facendogli prima patire la fame e poi nutrendolo con la manna. Non è difficile cogliere un parallelismo tra la situazione di Israele nel deserto e Gesù, anch’egli nel deserto, quando viene tentato. Gesù si identifica con Israele, perciò è forte della lezione tratta dalla esperienza del suo popolo. Nella seconda tentazione il diavolo riesce a mostrare
“tutti i regni del mondo”(v. 5) e rivolgendosi a Gesù gli dice: “Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio. Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua”(v. 5-7). Ancora una volta Gesù risponde con la Parola di Dio citando Deuteronomio 6:13 “Sta scritto:Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto” (v. 8). Anche in questa seconda tentazione balza evidente una analogia tra la situazione di Gesù e quella del popolo ebraico. Questi è stato continuamente tentato di adorare divinità pagane e di popoli stranieri dietro le quali si nascondevano il potere e l’ingannevole astuzia di Satana. Ora viene chiesto a Gesù di adorare il diavolo in persona quale padrone di tutti i regni. Che il diavolo lo sia non è il caso di dimostrarlo ulteriormente, ma è altresì vero che Gesù rivive in se stesso la tentazione idolatrica di Israele e riesce a trionfare osser-vando la Parola di Dio. Nella terza tentazione Gesù viene a trovarsi a Gerusalemme e sulla punta più alta del tem-pio. Il diavolo Gli suggerisce: “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; perché sta scritto: Egli ordinerà ai suoi angeli che ti proteggano; ed essi ti porteranno sulle mani, perché tu non inciampi con il piede in alcuna pietra”(vv. 10-11 con Salmo 91:11-12). Si faccia caso al fatto che il diavolo nella sua tentazione strumentalizza la Parola di Dio e la cita anch’egli. Ma Gesù, che conosce il senso della Parola citata, controbatte: “E’ stato(altresì) detto: Non tentare il Signore Dio tuo”(Deut 6:16). Gesù si riferisce a quando il popolo tentò Dio a Massa chiedendoGli un miracolo (Es. 17:1-7). Anche in questo terzo round Gesù vince e se lo aggiudica. Gesù trionfa nelle varie tentazioni alle quali lo stesso suo popolo fu sottoposto. Vince perché fa sue le lezioni delle Scritture bibliche: (a) l’uomo non vive di solo pane, (b) non si tenta Dio, (c) non si adorano e neppure si ricercano poteri temporali. Gesù rivive la storia del suo popolo, l’assume e la riassume in sé. La Sua vittoria sta nell’uso corretto della Parola di Dio. Per tutti sarà, allora, possibile vincere nell’ora della tentazione imparando ad usare “la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio”(Ef 6:17).



Mario Affuso

 
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