N°6 Atti 2:42-46 - Chiesa Evangelica Di Volla

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N° 6
Atti 2:42-46

È il notissimo sommario che ci introduce nel dinamismo degli avvenimenti di sviluppo e di crescita della prima comunità. Il nostro è testo emblematico che richiama in modo par-ticolare Atti 4:32-37 e 5:12-16. Sono testi che nel loro insieme, ma anche singolarmente, segnalano il successo a cui può condurre il seme della Parola del Signore. Va ritenuto al-tresì che, descritto il tempo degli inizi, il nostro testo (e gli altri testè segnalati) si può leggere come prefigurazione escatologica del tempo in cui “la perfezione sarà venuta” (1 Cor 13:10a). E' senz'altro una descrizione ap-passionata della vita della chiesa che riesce ad entusiasmare perfino un osservatore critico e serio qual’era (il medico) Luca, che scrive solo “dopo essersi accuratamente informato di ogni cosa” (Lc 1:3b). Il sommario del nostro testo sembra indicare le linee guida per una coerente vita comunitaria; ne propone quattro poste sotto il segno della perseveranza che meriterà una riflessione a parte: Insegnamento degli apostoli o didaché. Osservare che non si parla di predicazione del Vangelo, ma di insegnamento. Il Nuovo Te-stamento distingue tra insegnare e predicare. La predicazione può avere un tratto evan-gelistico, come messaggio diretto all'area dei non credenti; può avere, però, anche un taglio edificativo per il consolidamento della fede dei credenti e per incoraggiarli a “combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre” (Giuda v. 3c), e può prefiggersi vari orientamenti. L’insegnamento, invece, è un approfondimen-to di quanto è materia della predicazione, è "Parola spiegata" per dirimere dubbi, elimi-nare equivoci e presentare con chiarezza i termini del proponimento salvifico di Dio; Paolo direbbe “tutta la volontà (o 'consiglio’) di Dio” (At 20: 27). L'insegnamento riprende ciascun punto della predicazione e lo appro-fondisce teologicamente. La comunione, o koinonìa, è termine intenso nella ricchezza di significati che malcela. Nel libro degli Atti compare solo in questo nostro testo. Lo ritroviamo nelle epistole. La Koinonìa, o comunione, si realizza nel-l’ordine di salvezza ed assicura una unione tra i credenti, una unione che deriva da quella che ognuno di essi ha con il Cristo. Una comu-nione che poggia, sì, sulle comuni esperienze di fede vissute, però, anche nella specificità propria delle diverse persone ognuna colta nella eccezionale sua originalità unica ed irripe-tibile. Koinonìa, pertanto, segnala 'comunione tra diversi', per cui la comunione postula la diversità. Comporta sì anche una condivisione di beni, ma non si risolve in questa. Anzi va detto che su questo piano l'esperienza della chiesa (non del messaggio evangelico) fallì, lasciandoci, però un messaggio: là dove si vive la Parola v'è una tensione all'unità ed alla condivisione. La fractio panis, o ‘frazione del pane’, o ‘spezzare il pane’ è espressione che troviamo solo qui e in Lc 24:35. Richiama la 'Cena del Signore' che veniva celebrata nelle case (v. 46). Veniva poi celebrata nel giorno domeni-cale (At 20:7) come ancor oggi accade in molte chiese. Si tratta di un aspetto della koinonìa di cui abbiamo già detto, per cui si tende a indicare come comunione la sola Cena del Signore, il che è alquanto riduttivo. Le preghiere costituiscono il terzo elemento di questo sommario lucano. Come l'antico popolo di Israele, così la chiesa manifesta la sua fede con la preghiera come anche con la lode (v. 47). La preghiera è elemento fondamentale della vita e del culto dei primi cristiani. I quattro elementi di questo quadrifoglio apostolico sono annodati insieme dalla perseveranza il cui senso non è tanto quello di "es-sere assidui" quanto piuttosto quello di esserlo come "resistenti nell'impegno", impegno nel non facile cammino alla sequela del Cristo. La perseveranza significava vivere la storia di Dio nella propria vita. Una chiesa siffatta realizzava l’adesione di sempre nuovi discepoli. Non ci troviamo dinanzi ad una pagina di ecclesiologia bensì di fronte ad una ‘griglia’ di elementi che autenticano l’identità del cristiano chiamato a viverli nel suo tempo.


Mario Affuso

 
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