Parte II - Chiesa Evangelica Di Volla

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Studi biblici > Antico Testamento di Giuseppe Verrillo

LA FORMAZIONE DEI TESTI BIBLICI


Con la fissazione del canone verso il 100 d.C. è stato fissato anche il testo consonantico (tutto l’alfabeto ebraico è consonantico) ma affinché possa realizzarsi una immutabilità del testo si inizia un lavoro che condusse al testo “masoretico” -dall’ebraico masorah=tradizione-, fra il IV e IX d.C.
Ma è bene seguire nel tempo lo sviluppo della formazione del testo ebraico: originariamente siamo in presenza si un testo consonantico senza suddivisione in versi ESDRA, sacerdote, scriba (da sofer - lettore e interprete della legge - ESDRA 7,6) del V secolo a.C. Fu grazie alla sua opera di restaurazione,dopo l’esilio babilonese,che l’integrazione e la registrazione del Pentateuco trova la sua massima espressione e compimento, la Torà è ora presentata come un insieme fisso e autorevole “la misura ufficiale secondo cui erano giudicatela vita e le attività delle nazione e degli individui” J.M.Myers.. Secondo Neemia 8;5-8,Esdra e i suoi discepoli (i soferim), possono essere considerati i primi veri esegeti dell’ebraismo. L’Esegesi di Esdra era “separante” ossia distingueva le parole del testo consonantico l’una dall’altra in tal modo ad ognuna era attribuito un significato chiaro, nei secoli successivi tale interpretazione fu ritenuta talmente autorevole che veniva fatta risalire alla rivelazione sianitica stessa, il testo, quindi, fu ora fissato sotto ogni aspetto. A tal proposito è stata rinvenuta una lettera di un rabbino R.Ishmael con cui si invita Meir, che faceva lo scrivano della Torà, a essere attento… “E’ da riconoscer che in un testo consonantico l’errore di una sola lettera era capace di produrre una affermazione del tutto diversa , p.e in Deut.6,4 se non si distingue bene il dàleth dal resh, anziché leggere “il Signore, nostro Dio, è unico” si leggerebbe “Il Signore, nostro Dio, è un altro”. Da segnalare, inoltre, che ad opera di Esdra la forma grafica della Torà fu mutata, a Qumran sono stati rinvenuti testi biblici in scrittura paleoebraica, i primissimi rabbini, quindi, sapevano che la Torà non sempre era stata scritta in scrittura quadrata “scrittura assira” o “scrittura aramaica” (Esdra 4;7)(Deut.17,18). l’opera dei masoreti è fondamentale il loro lavoro più importante in tutto l periodo sopra ricordato è la “puntazione”, un sistema di segni vocalici ed accenti per fissare in modo definitivo la comprensione del testo consonantico. Inoltre essi apportarono, a mezzo di “note”, migliorie al testo. Si formarono alcuni sistemi di puntazione, quello palestinese e quello babilonese erano i preminenti, alla fine prevalse quello torinese che è una variante del palestinese. Questo sistema aveva due scuole principali quella di ben Neftali e quella di ben Asher, ma grazie all’intervento di autorevoli rabbini (p.e.Maimonide) prevalse quest’ultima.
Dello stadio finale dell’epoca masoretica sono stati conservati manoscritti importanti ne citiamo alcuni: il codice dei profeti di Pietroburgo del 916 d.C., I tre codici di Erfurt (ora a Berlino), il codice del Cairo del 895 d.C., il codice,molto importante,Leningradensis del 1008 d.C., una rielaborazione importante di questo codice è stata effettuata dal 1968 al 1977 la Bibbia Hebraica Stuttgartensia (BHS). Dal 1975 si pubblica a Gerusalemme la “THE HEBREW UNIVERST BIBLE”, basata sul codice di Aleppo ed offre un apparato più ampio della BHS.


LE ANTICHE TRADUZIONI.


La più antica traduzione della Bibbia ebraica è quella dei LXX (settanta), vide la luce nel periodo del regno di re Tolomeo II Filadelfo (285-246 a.C) lo scopo era quello di arricchire la famosa biblioteca di Alessandria (che fu poi pressoché talmente distrutta in un incendio), i traduttori dell’ebraico al greco dovevano essere richiesti al Sommo sacerdote di Gerusalemme, questi ne inviò 72, furono tutti ospitati sull’isola di Faro e al termine del loro lavoro emerge una sorprendente convergenza si un solo testo greco. La prima parte ad essere tradotta fu la Torà, seguì poi la traduzione dei Profeti e di “altri libri”. I LXX suddividono il canone biblico in libri “ storici, poetici, profetici”.
Per il cristianesimo antico i LXX rivestirono un ruolo particolarmente importante, perché in tal modo veniva considerato che Dio si era preso cura del mondo greco. La più importante recensione cristiana dei LXX è la Esalpa di Origene (composta fra il 240 e il 245 d.C.), essa conteneva (come dice il nome):
a)il testo ebraico consonantico;
b)la trascrizione greca del testo ebraico;
c)la traduzione di Aquila;
d)la traduzione di Simmaco;
e)i LXX f)la traduzione di Teodosio.
Di questo testo importante, che andò distrutto in Palestina dolo la conquista degli arabi, se ne conserva un cristianesimo, ma decisamente quella dei LXX e la sua recensione è di notevole importanza. Nel mondo latino è da citare solo la traduzione di gran lunga più importante che è la Vulgata di Girolamo (347-420 d.C.). Girolamo adottò come base della sua traduzione l’Esapla di Origene, tuttavia nel 390 d.c. si decide per una traduzione completamente rinnovata dall’ebraico stesso ed è quella che oggi costituisce la Vulgata che conosciamo. Il concilio di Trento, nel XVI secolo, per prendere le distanze dalle altre traduzioni della Bibbia compresa quella di Lutero, dichiara la Vulgata l testo biblico autentico e vincolante per la chiesa Cattolica. Con il concilio Vaticano II questa posizione è stata superata per cui oggi esistono molte traduzioni dall’originale Ebraico, anzi esiste anche una Neo-Vulgata.

 
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