Parte IX - Chiesa Evangelica Di Volla

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Studi biblici > Antico Testamento di Giuseppe Verrillo

IL PROFETISMO-i neviim


Il sostantivo ebraico navi in origine significa “banditore,oratore,annunciatore o anche chiamato “il Profeta” è portavoce del suo Dio,che egli ha chiamato per questo compito. I profeti nel canone ebraico si suddividono in “profeti anteriori” e “profeti posteriori”. I profeti anteriori comprendono i libri di GIOSUE’,GIUDICI,I e II SAMUELE,I e II RE. Il lavoro sulla tradizione contenuta in questi testi è l’opera si sistematizzazione denominata dagli studiosi “Deutoronomistica” (Dtr.)con successive reabolazioni si è dimostrato che occorre fare riferimento a più redazioni che iniziano nel periodo esilico e proseguono fin nell’epoca postesilica. La riebolazione Dtr è quindi avvenuta in più fasi,sono state individuate due opere di riferimento:l’opera dello “storico deuteronomista”(DtrH),con prevalente accentuazione storica a quella del “nomista deuteronomistico”(dtrN),da collocarsi in data posteriore,il cui interesse ruota appunto intorno all’obbedienza radicale della legge. Questo spiega,in massima parte,come l’epoca dei re in DtrH è valutata positivamente,diversamente in DtrN dove spesso l’azione dei regnanti è sottoposta ad un forte giudizio negativo particolarmente in riferimento ai culti al di fuori di Gerusalemme. Più recentemente è stata individuata anche un’opera deuteronomista profetica” storicamente vicina a DtrH. L’opera storia deuteronomista è anteriore al Codice sacerdotale(P),l’opera è quindi più antica,anche se non di molto,del periodo di Esdra(tra il 458 e il 428 A.C.).
I “profeti posteriori” a loro volta si suddivono in “profeti maggiori”(Isaia,Germia,Ezechiele) e i dodici “profeti minori” Osea,Gioele,Amose,Abdia,Giona,Michea,Abacuc,Sofonia,Aggeo,.Zaccaria e Malachia) Le radici del fenomeno profetico esistono già fuori della Bibbia,esse risalgono a società più antiche.Molti capi di stato,re,sacerdoti,comuni sciamani,erano considerati i possessori di un particolare “potere”.Tale potere era esercitato in diverse forme e riti che seguivano determinate norme,spessa era esercitato a mezzo dell’estasi,con tambureggiamenti o danze.
L’ebrezza estatica è riscontrata anche in Israele (I Samuele 19,19-24),l’estasi era operata dallo “spirito di Dio”,veniva sperimentata come un dono,la propria personalità passa in secondo ordine (Num.24;3 e 4).La parola che esce dalla bocca di colui che è stato afferrato è una “parola potente” capace di trasformarsi in azione e mettere in moto una realtà (belle le parole di Isaia 55;10 e 11). I profeti si consideravano “messaggeri di Dio”tuttavia,contrariamente a ci che accade presso le altre culture essi agivano non in virtù di “una carica ufficiale”bensì sulla base del loro rapporto peculiare con YHWH.,esisteva un “ceto” di profeti “accreditati” e di professione verso la corte dei re. Il vero profeta però prende nettamente le distanze da loro.L’esempio classico è quello di Amos:”non sono profeta e nemmeno discepolo di profeti,ma un pastore e coltivo sicomori…(Amos 7;14).!Esiste quindi un contrasto netto fra il profeta di mestiere e colui che è chiamato YHWH. Ma quale è lo schema che fondava la vocazione profetica?Quello più comune a numerosi profeti dell’A:T:è il seguente,a mezzo di esso si era “chiamati”a parlare per incarico di Dio.
--Apparizione di Dio o di un Suo Messaggero
--Rivelazione con invio
--Obiezione da parte dell’inviato
--promessa di sostegno da parte di Dio
--azione simbolica
La comunicazione avvenne secondo le forme dei rapporti diplomatici dell’antico Oriente: “formula del messaggero”(…lo farò ecc…).
Il genere letterario profetico più importante è comunque quello “dell’oracolo del giudizio bipartito”,ossia:un “oracolo di rimprovero” in cui il giudizio veniva motivato sulla base del comportamento,e un “oracolo di minaccia”,ossia il giudizio conseguente.(per esempio Isaia 1;21-25). Ma all’oracolo di giudizio si contrappone(p.e. nel Deutero-Isaia) “l’oracolo di salvezza” e “l’annuncio di salvezza” (Isaia 41,10). I redattori finali dei libri dei profeti avevano davanti a se la più antica tradizione sotto forma di collezioni scritte,che risalgono o agli stessi profeti oppure alle cerchie dei loro profeti.

 
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