Predestinazione - Chiesa Evangelica Di Volla

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Studi biblici > Riflessioni bibliche di Mario Affuso > Voci tematiche

Predestinazione

Predestinare è verbo che troviamo nei seguenti passi neotestamentari: At 4:28 (“La tua mano e il tuo volere prestabilirono che così avvenisse”), Rm 8:29 (“ha preconosciuto… ha predestinato”), Rm 8:30 (“ha predestinato …ha chiamato”), 1 Cor 2:7 (“Dio ha preordinato avanti i tempi”), Ef 1:5 (“avendoci predestinato”), Ef 1:11 (“predestinati”). Il verbo adoperato è proorizein, (prohorìzein) decidere in precedenza, predestinare. Per una lettura anche solo cursoria dei testi biblici che riguardano il nostro tema, occorrerà dimenticare tutto quello che il linguaggio corrente ci fa illudere di sapere della predestinazione. Questa è solitamente intesa come una predeterminazione della nostra vita e dei nostri atti da parte di un fato, di una volontà, di un 'destino' che ci trascende e che si impone con ogni inesorabilità e imperscrutabilità. D'altronde, non possiamo immaginarla come volontà di Dio che si impone coartando la nostra umana volontà. Non v'è alcun fatalismo nei rapporti tra Dio e l'uomo. Nella sua prescienza ed onniscienza Dio ha stabilito un progetto di salvezza che precede la stessa creazione e trova il suo epilogo attuativo in Cristo. Questi, infatti, volgendo a conclusione il suo ministero, prega e dice: “Padre, glorificami presso te stesso con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse" (Gv 17:5). La grazia preventiva di Dio ha predisposto un piano di salvezza che non è imposto ma solo proposto come amore predestinante capace di accogliere quanti lo ricevono e lo contraccambiano con consapevolezza di fede e di libera adesione a Lui. L’amore di Dio è rivolto verso tutti gli uomini senza alcuna esclusione. Non tutti, però, lo a ccolgono e ciò in forza di quella libertà propria dell’uomo. V’è da chiedersi se l’uomo sia davvero capace di decidere liberamente. Sappiamo che la libertà umana non è infinita, ma limitata e vincolata; limitata alla struttura corporeo-spirituale della sua natura come anche dagli influssi del mondo-ambiente. Numerose decisioni umane che sono considerate libere, si rivelano ampiamente determinate dal carattere, dall’ambiente, dalla educazione, come anche da diversi fattori psichici e fisici. Contro ogni negazione deterministica della libertà parla il semplice fatto d’esperienza, per cui da che mondo è mondo si imputano all’uomo le sue azioni. E’ l’uomo stesso a respingere costrizioni e repressioni: sa di essere continuamente responsabile e di essere posto di fronte a decisioni. Possiamo anche opporci a certe propensioni, desideri o mode universalmente diffuse nel nostro tempo, possiamo “nuotare contro corrente”, dire di no: tutto questo dimostra che abbiamo la consapevolezza di poter essere liberi. Ma non possiamo negare che il comportamento umano ha molteplici limitazioni e vincoli che nessuno può attribuire a Dio. Da Questi può derivare soltanto libertà assoluta e radicale che peraltro non riusciamo a conseguire per carenza di autocritica ed eccedenza di autocomprensione giustificativa. Karl Barth così commenta a proposito di Rm 8:29 “Sono eletti coloro che sono destinati da Dio a ‘essere conformi alla immagine del suo Figliuolo’. L’immagine alla quale sono resi ‘conformi’ è la morte di Gesù (Fil 3:10). Sotto questa immagine, sotto questo incognito, sotto il velo trasparente di questo fatto caratteristico e dominante della vita di Gesù, il Figliuolo di Dio è venuto nel mondo. E coloro che amano Dio sono destinati a essere testimoni della via crucis di Gesù e in tal modo testimoni della sua resurrezione".
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Termine notevole e alquanto decisivo per il nostro tema è prognwsiò (pròghnosis) che troviamo in At 2:23 e 1 Pt 1:20. E' termine che sin dai tempi di Ippocrate conserva il carattere clinico di 'prognosi' e segnala una previsione ma non una determinazione. Dio ha stabilito in Cristo l'unica via di salvezza; all'uomo la responsabilità di accoglierla o meno. Restano sempre chiare in questo senso le parole evangeliche: “Chi avrà creduto sarà salvato” (Mc 16:16). Suggestive le parole profetiche di Ap 3:20 “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò…”.
La maniglia è solo all'interno della casa! E' affidata alla sola libertà del padrone di casa.

 
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