Spiritualità - Chiesa Evangelica Di Volla

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Spitirualità

Proporre una definizione di ‘spiritualità’ che sia completa ed esaustiva è impossibile perché “la realtà della vita spirituale. Qualunque cosa significhi, indica una sfera rigorosamente privata del modo di concepire l'esistenza, sul merito della quale non ci si deve pronunciare: se non appunto rinviando a quella sfera”. Neppure “si registra un ovvio consenso sulla qualità reale di ciò a cui l’idea di spiritualità allude”. Trasferendo in àmbito religioso il tentativo di una definizione il compito è ancor più arduo.  Il fatto è che, al di là delle appartenenze religiose, entra in gioco la coscienza individuale delle persone ad ognuna delle quali si deve riconoscere una sua propria dignità spirituale che nessuno può definire perché solo il soggetto può esprimerla quale sua identità. Riconoscere all'altro una sua propria dimensione di spiritualità è espressione di cultura di alto profilo etico e giuridico sia a livello civile che religioso. Optare e decidere per una libertà religiosa vuol dire riconoscere una libertà di coscienza che è fondamento del 'diritto' (Jus). Va detto che il ‘definire’ è di per sé operazione ambigua; essa delimita, restringe, il che, nella vita dello spirito, mortifica perché impoverisce e snatura. Allora è consigliabile non definire ma distinguere e ciò nel rispetto della dignità spirituale di ciascuno. La indefinibilità univoca di ‘spiritualità’ va sempre più appalesandosi in questi ultimi anni nel corso dei quali, per la dilagante secolarizzazione materialista e quasi mossi da una nostalgia dell’essere, qui e là si scorge una domanda di ‘spiritualità’; ma mentre la si invoca ci si chiede cosa sia. Assistiamo pertanto ad una ridda di definizioni, affermazioni e tentativi di risposte. Ne registriamo un profluvio pressoché infinito e disorientante che sembra tendere più a formulare un problema generalmente sentito che non a trovarne una soluzione. La soluzione di un problema, si sa, è strettamente legata alla sua formulazione. Provvidenziale è la pubblicazione di un volume della Editrice Claudiana dedicato alla ‘spiritualità’ limitatamente all’area cristiana. Per il suo carattere compilatorio il libro si presenta come un interessante catalogo di succinte esposizioni e ‘definizioni’ utilissimo perché offre al lettore la possibilità di riconoscersi in alcuna di esse e di porsi in dialogo con le altre. Ne mutuo solo alcune.  Una definizione cattolica (p. 27): "La spiritualità riguarda il dispiegarsi, giorno per giorno, di quella fondamentale decisione di diventare o rimanere cristiani che assumiamo al momento del battesimo, ripetiamo alla confermazione e rinnoviamo ogni volta che riceviamo l'eucarestia" (W. Reiser, sj). “La spiritualità ortodossa vede nella tradizione una forte risorsa per il presente, e riconosce un valore particolare agli scritti degli autori patristici come Gregorio di Nissa, Gregorio Nazianzeno e Giovanni Damasceno. Fra le dottrine che hanno uno specifico rilievo per la spiritualità vi è l'insistenza (non ingiustificata, ndr) sul fatto che lo Spirito santo procede dal Padre soltanto (e non, come per le chiese occidentali, dal Padre e dal Figlio) (p. 29). Più sfumato è il senso di ‘spiritualità’ nel pa-ragrafo su “il protestantesimo” (pp. 30-31). Il termine è usato due volte e sempre in riferimento all'evangelicalismo – termine insopportabile per indicare l'evangelismo non riformato - del quale l'Autore presenta le caratteristiche. E' poi interessante leggere (p. 32) che "la spiritualità coinvolge l'insieme della vita e dell'esperienza cristiana, di conseguenza riguarda inevitabilmente anche il modo di rapportarsi al mondo, alla cultura, alla storia". // Questa Voce tematica (Vt) manca di completezza per le ragioni che vi emergono. Come orientamento per il prossimo ritorno su questa 'voce', penso di poter dire, con l'indovinato titolo del Sequeri, che "spiritualità è sensibilità allo Spirito", Spirito che qui menziono con la maiuscola per le ragioni che esporrò.  Spiritualità propone subito il termine «spirito» dal quale deriva. Spirito: in ebraico ruah (femminile), in greco ðíåõìá, pneuma, neutro), in latino 'spiritus’ – da spirare=soffiare - e in italiano 'spirito' entrambi maschili. Sono voci che meriterebbero, anzi esigono, una comprensione d'uso alla quale, però, non siamo abituati. Lo sono invece in Gran Bretagna, ove esiste, unico, quel capolavoro di lessicografia che è l’Oxford English Dictionary e ove le madri, con un certo puntiglio, insegnano ai figli l'uso proprio di vocaboli e di espressioni idiomatiche (F. R. Landi). Spiritualità può essere intesa come dinamismo di sensibilità che si incontrano e che entrano in rapporto tra loro. Si immagini l'incontro di due culture, di due anime, . di due persone che si trovano a riflettere su un comune dato sensibile e sanno passare ad un piano sovrasensibile della loro riflessione. E non necessita essere poeti, artisti o filosofi per una tale esperienza spirituale. Spiritualità è l'atmosfera che si sviluppa dall'incontro di 'spiriti' sensibili, di 'menti' attive e feconde. Spiritualità non è, perciò, una dimensione aggiuntiva a ciò che gli interlocutori sono, ma il loro stesso incontrarsi. Spiritualità, in ambito religioso-cristiano, e' incontro dello 'spirito umano' con lo 'Spirito divino' che, perché tale, è Spirito per antonomasia, assoluto ed esige l'iniziale maiuscola. Si incontrano il nous (íïõò, mente) divino e il nous (íïõò, mente) umano e da questo incontro deriva quella trasformazione spiritual-comportamentale che si conosce come metànoia (ìåôÜíïéá), cioè cambiamento di mentalità, conversione. “Il nous (íïõò) umano, in confronto a quello divino, è li-mitato: può sì capire le cose, ma non certo se stesso, per non parlare poi della natura di Dio”. A questa nostra nota sfugge il concetto (biblico) di 'mente'. Ma chiediamoci: cosa intende significare Paolo quando afferma “Noi abbiamo la mente (íïõí, noun) di Cristo” (1 Cor 2:16b)?. Cercheremo di capirlo insieme. 'Mente' è 'voce tematica'. Spiritualità è esperienza di incontro con lo Spirito che Dio effonde perché di Lui (Spirito/Dio) si resti 'impregnati'. Spiritualità è sinonimo di 'esperienza spirituale' che non si risolve nell'eccitazione dello stupefacente e in rumorose fenomenologie, bensì si connota come condizione permanente ed esistenziale del proprio rapporto personale con Dio. Esperienza che è un esperire: non solo un 'dato' ma una condotta. Esperienza che va considerata nella sua complessità e non costituita da mera successione di stati di coscienza di tipo puramente religioso, bensì poggiata sul fondamento della Scrittura quale unica fonte della Parola di Dio da essa emergente in ogni tempo e per ogni persona. Spiritualità è docilità all'azione pneumatologica, quindi disponibilità alla novità ed alla creatività. Spiritualità è mettere in discussione le mete raggiunte e le proprie sicurezze. Le azioni e le pulsioni dello Spirito di Dio, se da un lato conferiscono gioia, pace, bontà ed altro. (Gal 5:22), dall'altro creano inquietudini perché fanno percepire e cogliere la distanza che intercorre tra quello che, con tanti limiti, realizziamo e quello che sarebbe necessario fare per essere in linea con il piano di Dio. Spiritualità significa non adagiarsi in schemi fissi, in ideologie o sistemi rigidi, ma seguire lo Spirito che guida verso una pienezza di verità (Gv 16:13). A questo punto faccio seguire due ‘definizioni’ tratte dal libro di Alister E. McGrath (vedi scheda precedente). La prima è una semplice definizione di «spiritualità»: "La spiritualità è la ricerca di una vita religiosa compiuta e autentica, che coinvolge le concezioni essenziali di una data religione mettendole in relazione con l'intera esperienza di una vita vissuta sulle basi di quella religione e all'interno della sua prospettiva". La seconda è, invece, una semplice definizione di «spiritualità cristiana»: "La spiritualità è la ricerca di una vita cristiana compiuta e autentica, che coinvolge le concezioni essenziali del cristia-nesimo, mettendole in relazione con l'intera esperienza di una vita vissuta sulle basi della fede cristiana e all'interno della sua prospettiva" (p. 12). Una seria esperienza spirituale ed una vera teologia spirituale postulano chiare premesse pneumatologiche.

1) P. Sequeri, Sensibili allo spirito. Umanesimo religioso e ordine degli affetti”, Glossa,
Milano 2001, p. 6.
2) P. Sequeri, Op. cit. p. 6.
3) Alister E. McGrath, Spiritualità cristiana, Torino '02
4) In Italia abbiamo da alcuni anni il Grande Dizionario Italiano dell’Uso, ideato e diretto da Tullio De Mauro.

 
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